Sistemi radianti: una risposta concreta alle sfide della nuova Direttiva EPBD

giovedì 22 Maggio 2025

Sistemi radianti: una risposta concreta alle sfide della nuova Direttiva EPBD
Come i sistemi radianti possono essere adottati come soluzione

L’Unione Europea, attraverso le Direttive sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD - Energy Performance of Buildings Directive), guida da oltre vent’anni un percorso normativo che mira alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti nel settore edilizio, responsabile di circa il 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni complessive in Europa. In tale contesto si inserisce la nuova EPBD, approvata nel marzo 2024, che rafforza gli obiettivi climatici comunitari in coerenza con il Green Deal Europeo, la roadmap “Energy Roadmap 2050” e il pacchetto “Fit for 55”.

La nuova Direttiva EPBD introduce elementi di forte discontinuità, ponendo al centro dell’attenzione il concetto di “Zero Emission Building” per le nuove costruzioni a partire dal 2030 e fissando precisi obiettivi di riqualificazione per il patrimonio edilizio esistente, con il raggiungimento della classe energetica E entro il 2030 e della classe D entro il 2033 per gli edifici residenziali.

A partire da gennaio 2024, inoltre, è cessata la possibilità di incentivare l’installazione di generatori alimentati a combustibili fossili. Dal 2035 sarà vietata la presenza stessa di impianti a combustione fossile negli edifici, rendendo necessaria una riconversione strutturale dei sistemi impiantistici esistenti.

In questo nuovo scenario normativo, i sistemi radianti si configurano come una soluzione tecnica allineata alle esigenze future dell’edilizia europea. L’esclusione progressiva delle fonti fossili e la spinta verso l’elettrificazione degli impianti rendono sempre più centrale l’impiego di pompe di calore, in particolare nella loro versione reversibile, capaci di svolgere sia funzioni di riscaldamento che di raffrescamento.

I pannelli radianti, per loro natura, rappresentano i terminali ideali da abbinare a questi generatori: progettati per funzionare a bassa temperatura in inverno e ad alta temperatura in estate, permettono di massimizzare l’efficienza energetica del sistema grazie ai ridotti salti termici richiesti alla pompa di calore. Ampie superfici di scambio e temperature prossime a quelle ambientali sono infatti la chiave per contenere i consumi e migliorare le prestazioni dell’intero impianto.

A questo si aggiunge la crescente diffusione di soluzioni impiantistiche integrate, che uniscono ai sistemi radianti la ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Questa configurazione consente di abbinare il comfort termoigrometrico con la salubrità dell’aria indoor, nel pieno rispetto degli standard energetici richiesti dalla normativa. La sinergia tra emissione radiante, ventilazione efficiente e produzione energetica da fonti rinnovabili costituisce un modello impiantistico ad alta integrazione, pienamente compatibile con gli obiettivi di neutralità climatica al 2050.

Alla luce di quanto illustrato, il Consorzio sottolinea il ruolo strategico per i sistemi radianti nel percorso di transizione energetica del comparto edilizio.
 

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